Ayurveda

L’Ayurveda (da ayur, longevità e veda, conoscenza rivelata) è una medicina nata in India secoli e secoli fa e ancora oggi utilizzata lì più della medicina tradizionale. E’ un sistema medico naturale di prevenzione e cura che permette di preservare la salute di corpo e mente e di vivere più a lungo, occupandosi del benessere nel senso più complessivo: benessere fisico, psichico e spirituale sono secondo l’Ayurveda correlati e dipendenti l’uno dall’altro e vanno dunque trattati contemporaneamente.

Citata per la prima volta nel Charaka Samhita, un trattato di medicina scritto durante il regno dell’imperatore Kanishka (II secolo d.C.), l’Ayurveda utilizza come principi attivi prevalentemente minerali, erbe, metalli e acidi fulvici. Prevalentemente, però, le cure ayurvediche sono di natura fitoterapica.

Secondo gli storici, l’Ayurveda sarebbe stato messo per iscritto a partire dal 450 a.C., ma sicuramente deve essere stato tramandato oralmente per secoli prima di questo momento. La scienza medica ayurvedica, dunque, ha tradizione millenaria.

Secondo l’ayurveda, il corpo possiede tre tipi energie vitali, dette dosha, in proporzioni diverse. Il loro equilibrio o squilibrio determina lo stato di salute della persona. Ogni dosha è costituito da due dei cinque elementi: etere, aria, fuoco, acqua e terra, ognuno con determinate qualità.

  • Il primo dosha è il Vata ed è composto da spazio e aria: è legato a tutto ciò che nel corpo è in movimento, come il sistema respiratorio, il sistema nervoso e la circolazione sanguigna. Le sue qualità sono la freddezza, la secchezza, la leggerezza, la variabilità, la ruvidità. Fisicamente i vata sono minuti ed esili e fanno fatica a prendere peso. Hanno tratti irregolari, pelle secca e unghie fragili. Mentalmente sono vivaci, gioiosi ma anche ansiosi e paurosi. Fondamentale nei soggetti Vata sarà il riposo e la pratica dello yoga e della meditazione.
  • Il secondo dosha è il Pitta, composto da fuoco e acqua: legato a ciò che nel corpo si trasforma, nella digestione fisica e nell’elaborazione delle emozioni. Le sue qualità principali sono la mobilità, la morbidezza, la fluidità, il calore e l’untuosità. I soggetti Pitta hanno una struttura fisica media e sviluppo muscolare, altezza e corporatura equilibrati. La loro pelle è solitamente chiara, morbida e calda. I capelli sono chiari e frequentemente rossi. Il soggetto Pitta ha spesso caldo ed ama dunque le temperature fredde.
  • L’ultimo dosha è il Kapha, composto da acqua e terra: è legato all’idea della coesione e del tenere unito e ai fluidi corporei che sostengono il fisico. Le sue qualità prevalenti sono l’opacità, la pesantezza, l’umidità, la freddezza e la levigatezza. Il soggetto Kapha ha un carattere calmo, affettuoso e forte ma quando si trova in una situazione di squilibrio, queste qualità si trasformano in possessività, apatia, pigrizia e tendenza ad ingrassare. La struttura fisica del Kapha è forte e pesante, il carattere è leale, gentile e calmo.

L’equilibrio nei dosha è fondamentale: le situazioni di squilibrio, infatti, provocano una serie di problemi fisici e di disfunzioni che vanno curati riportando il corpo ad una situazione di equilibrio. Per farlo, l’ayurveda prevede l’assunzione di rimedi a base di erbe e minerali, l’applicazione di massaggi con oli medicati, di bagni di oli shirodhara e di trattamenti con polveri d’erbe ed esercizi fisici come le posizioni asana e gli esercizi di respirazione pranayama caratteristici dello yoga. Non viene considerata meno importante, infine, l’alimentazione che deve aiutare a riportare l’equilibrio attraverso l’assunzione di alcuni alimenti e l’astensione da altri.

Il massaggio ayurvedico è molto diverso dal massaggio occidentale che ha come scopo tonificare e drenare il corpo: il suo effetto, infatti, va ben oltre, per arrivare ad influire sull’integrità e la spiritualità. Partendo dal riconoscimento del dosha in squilibrio nel soggetto, si pratica un lunghissimo massaggio specifico con oli medicati, erbe e spezie che ha effetti terapeutici anche sugli organi interni.

Uno dei più famosi massaggi ayurvedici è lo Shirodara, che permette di combattere e sciogliere le tensioni quotidiane con straordinaria efficacia. Secondo la tradizione, in origine veniva praticato ai novizi nei monasteri indiani per far provare loro uno stato di beatitudine. Sulla fronte viene fatto colare un flusso di olio tiepido medicato, che avvolge la testa donando incredibile calma e rilassatezza.

Un altro tipo di massaggio meno conosciuto è l’Udvartana, che riequilibra in particolare il dosha Kapha, aumentando le difese immunitarie, aiutando la diminuzione del tessuto adiposo e stabilizzando gli organi interni. Nell’Udvartana la pelle del corpo viene sfregata energicamente con polveri d’erbe come lo zenzero e la curcuma, che vengono in precedenza riscaldate per favorirne l’effetto benefico.

L’Ayurveda si propone dunque come una medicina totale che si prende cura dell’individuo nella sua completezza, favorendo non solo la sua guarigione ma anche il suo benessere psichico. Attualmente, però, l’Ayurveda è inserita dall’Unione Europea tra le medicine non convenzionali, somministrabile solo da operatori qualificati.

In Europa esistono alcuni centri qualificati che organizzano corsi per diventare medici ayurvedici, primo fra tutti quello olandese di Vlodrop: la Maharishi Vedic University. Famosi sono anche il centro di Bournemouth, in Inghilterra e il Medical Centre di Londra. In Italia, purtroppo, non esiste ancora un’ufficializzazione dell’Ayurveda da parte dello Stato, anche se alcune regioni stanno provando a proporre iniziative a carattere locale. Nonostante questo, esiste una moltitudine di associazioni, centri e scuole ayurvedici che propongono corsi di formazione e seminari. E’ importante ricordare, comunque, che per diventare medico ayurvedico è necessario prendere prima una laura in medicina e poi un diploma in medicina ayurvedica che si può conseguire seguendo un corso quadriennale in Inghilterra o in India.