Bioenergetica

Il termine Bioenergetica fu coniato nel corso del Novecento dallo psicanalista americano Alexander Lowen. Con questa parola il medico si riferiva ad una metodologia terapeutica che integrava gli aspetti psicologici con quelli corporei, con il fine di aiutare l’individuo a risolvere i propri problemi relazionali ed esistenziali e a migliorare il rapporto con sé stesso e con il mondo. Il lavoro di Lowen trae origine dagli studi di grandi psicologi del passato, come Sigmund Freud e Wilhelm Reich, e si realizza tramite la messa in atto di esercizi fisici, tecniche di respirazione, attività di rilassamento e di conoscenza del proprio io, tesi a favorire nelle persone il superamento di blocchi, tensioni e meccanismi di difesa, spesso inconsapevoli, che compromettono la possibilità di una vita serena ed armoniosa, ostacolando di conseguenza stati di benessere, gioia e vitalità.

Principio fondante della bioenergetica è l’idea elaborata da Reich, secondo cui l’uomo rimane sovente imprigionato in una sorta di “corazza caratteriale”, autocostruita per difendersi dalle emozioni, dalle sensazioni, dai desidederi e dalle proprie paure. Questa armatura blocca il normale fluire delle energie in alcune parti dell’organismo, che ne subiscono gli effetti negativi diventando con il tempo sede di disturbi e di tensioni. Oltre ai sintomi fisici, questo processo di difesa, ha implicazioni su tutta la qualità della vita, portando l’individuo a chiudersi, limitando le sue capacità di comunicazione con se stesso e con il mondo, ostacolando le sue possibilità di realizzarsi nelle diverse sfere della vita. Un individuo che presenta uno o più blocchi della sua energia perde la sua vitalità e facilmente la sua personalità si indebolisce, con una conseguente visione pessimistica sulla vita e limitazione della sua creatività e della sua spontaneità. Compito primario della bioenergetica è proprio quello di consentire nuovamente all’energia di fluire in modo libero e alle emozioni di essere espresse, afforntate e gestite, per consentire al singolo di viverle con serenità e tranquillità. Tale liberazione ha effetti positivi sulla condizione complessiva dell’organismo: secondo questa disciplina infatti mente e corpo sono in stretta connessione, e quindi anche le ossa, i muscoli, gli organi e i tessuti sono coinvolti nel processo di gestione delle emozioni e degli stati emotivi ad esse legati.

La teoria della “corazza caratteriale” (definita anche “muscolare”) prevede, inoltre, che essa sia costituita da anelli che costringono l’individuo in diverse zone del corpo. A seconda della parte costretta, si avranno blocchi diversi con conseguenti disturbi su aree differenti dell’organismo o dell’emotività. Gli anelli individuati da Reich sono 7, in quasi totale corrispondenza con i 7 chakra energetici delle filosofie orientali:

il primo anello è quello degli occhi, delle orecchie e del naso, ed è relativo quindi alle capacità di vedere e percepire suoni e odori;

il secondo è l’anello della bocca ed è legato al mangiare e al comunicare;

il terzo riguarda la deglutizione, essendo concentrato sulla gola e sul collo;

il quarto è detto toracico, poiché abbraccia il torace, i polmoni, le spalle e le braccia, influendo sull’autocontrollo e anche sul contatto con gli altri;

il quinto anello riguarda diaframma, reni, stomaco e fegato, e in esso si concentrano sia gli aspetti profondi della respirazione, sia le emozioni viscerali o celate;

il sesto anello è definito addominale e riguarda i muscoli dell’addome e della zona lombare della schiena, sedi delle emozioni più profonde, sia positive che negative;

il settimo, infine, si concentra sugli organi pelvici, sui genitali e sulle gambe, ed ha quindi implicazioni sulla sfera sessuale, sulla postura, sul modo di camminare e muoversi nel mondo.

Per scaricare le tensioni accumulate a causa degli anelli, la bioenergetica individua specifici esercizi che abbinati a tecniche respiratorie, favoriscono il buon equilibrio corpo-mente e rivitalizzano le energie imprigionate nell’individuo. Gli esercizi proposti sono semplici ma molto numerosi. Per individuare quelli più adatti alla condizione di ognuno, ed anche per assicurarsi di compierli nel modo corretto e più efficace, è bene affidarsi sempre ad un professionista specializzato. Esiste infatti la specifica figura del Terapista specializzato in analisi bioenergetica: per diventarlo occorre prima conseguire la laurea in psicologia o in medicina e poi frequentare corsi specialistici in apposite scuole. I corsi, di durata pluriennale, sono tenuti in Italia da diverse associazioni e strutture formalmente riconosciute, tra cui la S.I.A.B. (Società Italiana di Analisi Bioenergetica) e l’IIFAB (Istituto Italiano di Formazione in Analisi Bioenergetica).

Tra le varie attività se ne possono individuare alcune che rivestono un ruolo basilare. Fra queste vi è sicuramente il grounding (o radicamento). Molto più di un semplice esercizio, rappresenta il complesso rapporto dell’individuo con il proprio corpo e con la realtà che lo circonda. L’esercizio si svolge in piedi, coinvolge gambe e schiena e prevede una respirazione profonda: questo serve a ristabilire un contatto con la terra (che rappresenta la realtà), sia per favorire il benefico scambio di energia tra il fisico e il terreno, sia per migliorare e prendere consapevolezza della propria postura. In questo modo si rafforza la propria capacità di stare al mondo e si fortifica la percezione di sè come persona in grado di affrontare le situazioni della vita e farcela da sola. Al contrario, un altro gruppo di esercizi può essere definito di raccoglimento, poichè prevede attività che aiutano l’individuo a staccarsi momentaneamente dalla realtà e a concentrarsi su se stesso per consentirgli di capire dove si concentrano principalmente tensioni muscolari e blocchi energetici e a individuarne le cause. Particolare importanza hanno inoltre la respirazione e la voce: insieme sono oggetto di attività specifiche volte a esternare sensazioni ed emozioni e a prendere consapevolezza della propria capacità di comunicare con il mondo. Il poter “alzare la voce”, esprimere i “no”, il gridare sono tutte attività che, quasi impossibili nella vita quotidiana, aiutano l’individuo a liberarsi da stress e accumuli negativi. Altre serie di esercizi, infine, è dedicata in modo specifico all’allentamento delle tensioni, allo scioglimento dei muscoli, al rilassamento profondo del corpo e dello spirito, al contrasto dell’ansia.