Danzaterapia

La Danzaterapia è una terapia in cui i movimenti e l’espressività corporea sono un mezzo per raggiungere l’equilibrio fisico e mentale, la maturità affettiva e sociale della persona oltre che lo sviluppo di potenzialità creative. La danzaterapia ha larghe possibilità di impiego che vanno da percorsi di sviluppo delle proprie potenzialità alla possibilità di aiutare nella risoluzione di blocchi emotivi e problemi mentali. Inoltre, è un ottimo coadiuvante per il trattamento del disagio in senso lato: da quello psicologico, a quello motorio fino alle difficoltà sensoriali.

Pur avendo come comune denominatore l’importanza della danza, esistono diverse forme di danzaterapia in base alla matrice teorica di riferimento. Le principali scuole di riferimento sono due: l’approccio che ha come capostipite la ballerina argentina Maria Fux e la danzaterapia ad indirizzo espressivo- relazionale.

La scuola della ballerina e terapeuta argentina Maria Fux parte dall’idea secondo cui la danza è un istinto primordiale e uno strumento per socializzare, per usare le sue parole ‘un incontro di un essere con gli altri‘. Attraverso la danza, è possibile ritrovare l’armonia con se stessi ed abbattere le barriere mentali in quanto il movimento libera le endorfine, l’ormone del benessere. Le lezioni sono personalizzate in base alle esigenze, possono partecipare anche soggetti con handicap visivi, uditivi e motori e sono adatte, con le opportune variazioni, a tutte le fasce d’età. Nel bambino, secondo la Fux, il movimento è innato e fa parte della naturale voglia di esplorazione, aspetto che spesso è ingabbiato dalla moderna civilizzazione e che va riscoperto tramite appunto la danzaterapia. Per i più piccoli, la scoperta della danza creativa aiuta a migliorare lo sviluppo propriocettivo, l’accettazione del proprio corpo ed il suo sviluppo armonioso (ad esempio favorisce l’allineamento della colonna vertebrale) e lo sviluppo dell’intelligenza emotiva. Altro obiettivo promossa dalla danzaterapia è lo sviluppo di un dialogo armonioso con lo spazio, inteso come perfetta integrazione tra lo spazio esterno e quello interiore. I non udenti e non vedenti riscopriranno nel ritmo un nuovo strumento non verbale per comunicare le emozioni più profonde. Di solito, le lezioni di danzaterapia vengono svolte in classi ‘integrate’ dove soggetti normodotati e disabili possono confrontare ed integrare le diverse sensazioni e percezioni.

Per diventare danzaterapeuti, secondo l’approccio della Fux, si devono seguire i corsi e workshop che la stessa terapeuta tiene in tutta Italia. Per iscriversi all’ APID (Associazione Professionale Italiana Danza movimento terapeuti) è necessario aver ottenuto un diploma rilasciato in uno dei suddetti corsi.

La danzaterapia ad indirizzo espressivo-relazionale è, invece, il risultato delle intuizioni della fondatrice Marian Chace miste alla tradizione della psicoanalisi ad orientamento gruppale. Secondo questo approccio, la matrice artistica ed espressiva della danza trova il suo massimo sviluppo nella dimensione interpersonale. In quest’ottica la danzaterapia può essere una valida alleata nei disturbi dell’umore, dell’ansia fino addirittura nelle psicosi, tutte patologie accomunate da una difficoltà nell’espressione dei propri stati d’animo. Un nuovo promettente ambito in cui può essere d’aiuto è nei casi di abuso sessuale o nel disturbo post-traumatico da stress. Per divenire terapeuti ad indirizzo espressivo-relazionale occorre frequentare una scuola triennale presso le scuole di Arti Terapie, con sedi a Catania, Cosenza, Napoli, Roma e Torino. Per accedere alla scuola, sono indispensabili dei prerequisiti: avere almeno 22 anni, possedere una laurea triennale in discipline socio-educative o nell’area artistica o corporea, qualche esperienza nell’ambito della danza e/ movimento, aver svolto sedute di terapia personale (o svolgerla contemporaneamente alla scuola di Arte Terapia).

Esistono, oltre a queste scuole principali e più note, altre interessanti e nuove declinazioni della Danzaterapia.

Un utile approccio per rinsaldare il rapporto di coppia è la Tangoterapia, nella quale si fonde la componente femminile e ricettiva con quella maschile più energica e dominante. Rispetto agli approcci di danzaterapia tradizionale, è più concentrato sulla diade rispetto alla dimensione gruppale vera e propria.

La danza dei 5 ritmi è stata ideata da Gabrielle Roth e si basa, come dice la stessa parola, su 5 ritmi base: immobilità e silenzio, caos, leggerezza, fluire, pausa netta e rilascio. Ogni fase, secondo la Roth, coincide con uno specifico stato mentale. Il risultato è una danza che alterna movimenti delicati e leggeri a ritmi decisi ed aggressivi.