Moxibustione

La Moxibustione è una tecnica terapeutica che ha la sua origine nell’antica medicina cinese, però da alcuni decenni si è sviluppata anche in Occidente. In Italia, ad esempio, esistono molti centri che si occupano di moxibustione, spesso si tratta degli stessi centri che si occupano di agopuntura.
Nell’etimologia del termine è racchiuso il nucleo centrale su cui si basa questa pratica: “moxa” significa letteralmente “bruciare erba” e il significato richiama alla sostanza scelta per realizzare la moxibustione.

La moxibustione consiste nel generare del calore su specifici punti energetici del corpo al fine di essere un coadiuvante nel trattamento di alcuni stati patologici. La sostanza che viene fatta bruciare vicino alla cute è l’artemisia, una pianta medicinale le cui foglie hanno subito un trattamento di essiccazione e polverizzazione. Il prodotto finito consiste in coni o sigari di artemisia che vengono fatti bruciare in prossimità dei punti nevralgici, mantenendoli ad una distanza di circa 3 cm dalla cute così da produrre calore evitando delle ustioni.
Con lo sviluppo delle nuove tecnologie il calore si può produrre anche tramite resistenza elettrica con i cosiddetti elettromoxatori anche se i più tradizionalisti rifiutano questi ausili sottolineando che la pratica manuale con l’artemisia agirebbe non solo producendo calore ma anche sfruttando le proprietà terapeutiche della pianta officinale.

La moxibustione ha una base filosofica in comune con l’agopuntura infatti i punti da stimolare con il calore sono quasi tutti coincidenti con quelli dell’agopuntura. I punti moxa da stimolare sono i punti meridiani, localizzati simmetricamente nei due lati del corpo e quelli extra-meridiani, al di fuori dei punti meridiani e localizzati in aree specifiche del corpo. Una volta individuati i punti cruciali, si procede con il trattamento con l’artemisia che va eseguito ‘in tonificazione’ o ‘in dispersione’ a seconda che il punto da trattare sia ‘vuoto’ ovvero carente di energia o ‘pieno’ se l’energia è in eccesso e va liberata.
Una curiosità: tra i punti moxa interessanti c’è il punto V67, localizzato all’angolo esterno del quinto dito del piede. Il calore propagato in tale distretto corporeo favorirebbe il posizionamento corretto del feto in donne in stato di gravidanza, scongiurando il rischio di parto podalico. La percentuale di successo, secondo gli operatori del settore, si aggira tra il 70 e 90%, se eseguito tra la 32esima e 37esima settimana di gestazione.

Secondo i terapisti della moxibustione, è un ottimo coadivante per molte patologie anche se ancora non sono state prodotte delle evidenze scientifiche che ne attestino l’efficacia comprovata.

Per quanto riguarda le possibilità di trattamento, la moxibustione è utilizzabile per le patologie in cui secondo la medicina tradizionale orientale, vi sarebbe all’origine un squilibrio dovuto al freddo e all’umidità, sia per cause esterne o per squilibri energetici interni (deficit dello yang, secondo i medici orientali).

Entrando nello specifico, la moxibustione si è dimostrata utile come aiuto per la prevenzione dell’asma e della bronchite, ma anche per le ipertensione arteriosa, la paralisi facciale, la regolarizzazione degli squilibri endocrini. Non solo, risulta utile come coadiuvante nella lombosciatalgia, cefalea ed emicrania e per molte patologie a livello osteo-articolare (articolazione mandibolare, zona occipitale, zona cervico-toracica, zona lombare, spalla, gomito, polso pollice, articolazione anca, ginocchio, caviglia).

La pratica orientale è adatta per aiutare a trattare quelle patologie dove vi è un’alterazione a carico della circolazione sanguigna: nella medicina cinese, infatti, il sangue non è solo visto come una sostanza ma anche come flusso di energia. Le patologie circolatorie sarebbero quindi il risultato di flussi sanguigni anomali causati da caldo o freddo. Con il calore generato dalla moxibustione sarebbe possibile incrementare la composizione e la circolazione del sangue, rimuovere eventuali stasi o blocchi sanguigni responsabili di processi degenerativi anche a carico dei tessuti, con l’effetto indiretto di ottenere un rafforzamento della funzione metabolica.

Ci sono delle controindicazioni alla moxibustione che andrebbero prese attentamente in considerazione prima di sottoporsi ad un trattamento: in primo luogo, è sconsigliata ai bambini di età inferiore ai 7 anni. Non andrebbe praticata se il soggetto ha temperatura corporea superiore ai 38 gradi. Non si può procedere con la moxibustione se il soggetto presenta sintomatologia eritematosa o psoriasi. Sconsigliata anche nel caso di grave ipertensione arteriosa con stasi di calore. In gravidanza è risultata utile per il corretto posizionamento del feto ma andrebbe limitata alle zone inferiori del basso ventre e della colonna vertebrale, non eccedendo nel calore e sempre sotto controllo medico.