Naturopatia

Tutti nell’arco della loro vita purtroppo subiscono patologie più o meno gravi e si rivolgono a vari specialisti dei singoli settori medici per alleviare o eliminare i sintomi della malattia, a volte anche con un abuso di farmaci che ha messo in allarme la stessa medicina tradizionale. I farmaci, infatti, pur guarendo hanno numerose controindicazioni e livelli di tossicità per alcuni organi e tessuti non sempre trascurabili, inoltre, sempre più spesso l’abuso porta il corpo a resistere ai farmaci stessi, creando quindi una incapacità sempre maggiore del corpo di difendersi dalle malattie e di guarirne. Proprio la consapevolezza di ciò e i nuovi approcci medici che tendono ad evitare la prescrizione di farmaci, portano alla crescita di metodi alternativi alle cure allopatiche (tradizionali o convenzionali) e nella macrofamiglia dei metodi alternativi c’è la Naturopatia che si inserisce nella linea di pensiero sempre più seguita che si debba aiutare il corpo a trovare le energie per l’autoguarigione.

Di cosa si tratta?
Il termine Naturopatia ha origini contrastate, per alcuni si tratta di un termine origine anglosassone e quindi la derivazione sarebbe dal termine Nature che significa natura e dal termine “path” che vuol dire sentiero e in questo caso la naturopatia sarebbe il sentiero della natura, ma alcuni ritengono, anche se si tratta di una teoria minoritaria, che la derivazione sia greca e quindi “patia” derivi da pathos che in greco vuol dire empatia, di conseguenza la naturopatia sarebbe l’empatia con la natura.
Qualunque sia l’origine del termine, occorre dire che la naturopatia è una disciplina che considera la malattia come il risultato di uno squilibrio energetico e di conseguenza ritiene che per curarsi occorra ristabilire il corretto flusso energetico. L’approccio al paziente è di tipo olistico e quindi non viene considerato il singolo sintomo manifestato dal paziente o il singolo organo colpito, ma valuta la condizione globale dello stesso tenendo anche in considerazione i fattori esogeni e quindi esterni all’individuo, come può essere l’ambiente che può portare a contatto con agenti patogeni e tenendo, infine, in considerazione anche lo stile di vita del paziente che appunto può creare lo squilibrio energetico.

Cosa fa il naturopata?
E’ bene sottolineare che il naturopata interviene soprattutto nella fase della prevenzione e i suoi interventi possono essere denominati come educazione al benessere, infatti, la visita dal naturopata consiste in due parti, ovvero una prima parte di valutazione in cui vengono studiati i segnali che mostrano l’equilibrio del corpo e il suo il suo rapporto con l’ambiente esterno, mentre la seconda fase è di riequilibrio e mira appunto a riportare a galla le energie per innescare il processo di prevenzione delle patologie. Come si vede questa tecnica è ben distinta dalla medicina allopatica, ovvero la medicina tradizionale che valuta i sintomi delle patologie e prescrive farmaci volti a superare la patologia, perché nulla nella pratica tradizionale porta alla ricerca di un equilibrio dell’individuo per evitare ricadute nella patologia.
Il naturopata ha il compito di potenziare le risorse che il paziente già ha, solo potenziandole potrà reagire ai cambiamenti e si adatterà meglio all’ambiente esterno.

Quali i sistemi di cura della naturopatia?
La prima cosa da dire è che non essendovi l’uso di medicinali non vi sono controindicazioni e quindi si tratta di trattamenti che non danneggiano alcuna parte del corpo o dei tessuti ed organi, particolari controindicazioni vi possono essere a livello individuale, in caso ad esempio di allergie o intolleranze, ma basterà parlarne al proprio terapeuta per scongiurare qualsiasi danno.
Le terapie effettuate dal naturopata possono essere distinte in diversi livelli.
Il primo livello può essere definito somatico e si avvale della erboristeria, della dietetica, della chiropratica, massaggi, osteopatia, danza e lavoro suo corpo.
Il secondo livello invece comprende le terapie energetiche e quindi volte ad innescare i meccanismi attraverso i quali il corpo facendo affidamento sulle sue energie attiva il processo di autoguarigione. Nel secondo livello è previsto l’uso di agopuntura, omeopatia, cromopuntura, bioenergetica, pranoterapia, shiatzu, riflessologia e varie tecniche di massaggio che richiedono tutte professionalità e competenza e di conseguenza non possono essere improvvisate da alcuno, ma solo seri professionisti possono applicarle per procurare benefici ai pazienti.
Vi sono poi le terapie emozionali e psicologiche che vanno ad indagare in profondità ciò che crea disequilibrio.
Si può notare che la naturopatia contempla diverse specialità e per poter applicare le stesse in modo efficiente non ci si può improvvisare, ma si devono seguire percorsi di studio specifici e solo affidandosi a professionisti seri e di comprovata fiducia si può essere sicuri di non effettuare percorsi di guarigione o prevenzione inutili. Per trovare tutto ciò potete affidarvi ai nostri porfessionisti che sono stati scelti seguendo rigorose tecniche di valutazione.

Qual è la disciplina giuridica?
In Italia alcune regioni hanno normativizzato la professione del naturopata e in particolare la Toscana e la Lombardia, a livello, invece, nazionale è tutt’ora depositato al Senato un disegno di legge mirante a disciplinare la naturopatia e la professione del naturopata, mentre altri paesi dell’Unione Europea hanno già provveduto come ad esempio il Portogallo dal 2003 e i Paesi Bassi dal 1993.
Non si tratta comunque di una tecnica vietata o illegale, tutt’altro, sempre più spesso sono i medici che applicano le terapie cosidette convenzionali a suggerire ai propri pazienti approcci con la naturopatia, proprio perché ne riconoscono il valore e sanno che spesso il sintomo che si manifesta su un determinato organo può avere diverse motivazioni da cui la naturopatia può alleviare.