Rebirthing

La respirazione è un atto fondamentale della vita umana, ma spesso siccome è un atto involontario, nessuno se ne preoccupa e si chiede se sta realmente respirando bene. Respirare bene vuol dire riuscire ad avvantaggiarsi di tutte le potenzialità che il respiro ha, sia dal punto di vista fisiologico, sia dal punto di vista emotivo e spirituale.
E’ bene premettere che il respiro è l’unico atto involontario che la persona può controllare almeno per quanto ne riguarda l’andamento. Esso varia di intensità o modo in caso di emozioni, rabbia, gioia, eccitazione, ciò rende percettibile a tutti la profonda correlazione con la sfera emotiva.
Tra le tecniche di controllo della respirazione che possono migliorare molti aspetti della vita, c’è il Rebirthing di cui ora si parlerà in modo più approfondito.

Il termine Rebirthing significa rinascita ed è il fulcro centrale di questo metodo di crescita personale che permette di ritrovare l’equilibrio attraverso una vera e propria rinascita che richiama anche il trauma del parto.

Il padre di questo metodo è Leonard Orr che ha compiuto studi per 15 anni circa prima di riuscire a teorizzare questa tecnica, un’accelerazione si è avuta alla metà degli anni settanta.
Le prime sperimentazioni le ha fatte su se stesso, respirando immerso in acqua calda ha notato che venivano a galla emozioni e sensazioni forti, spesso legate al momento del parto.
Queste immersioni venivano fatte con la respirazione circolare ovvero senza pause tra inspirazione ed espirazione e una volta acquistata dimestichezza con tale tecnica, iniziò ad insegnarla ad altri. Elemento essenziale era l’uso di acqua a 38°, ovvero la temperatura corporea, in modo da poter ricevere lo stesso calore del grembo materno e richiamare l’esperienza della venuta al mondo. Il praticante veniva messo in una vasca di acqua a pancia in giù e la respirazione era facilitata dall’uso di un boccaglio.

Il secondo passo fu il rebirthing fuori dall’acqua, a secco, utilizzando un materassino, in questo caso venivano applicate le tecniche di respirazione, ma in sicurezza, era possibile rivivere i blocchi emotivi ed energetici e scioglierli definitivamente. In seguito iniziarono i viaggi di Orr verso l’Oriente e vi fu una sorta di contaminazione con le filosofie orientali.

Orr teorizzò che i blocchi della persona sono dovuti a 5 grandi traumi:

  • il trauma della nascita
  • la pulsione della morte
  • la disapprovazione dei genitori
  • vite precedenti
  • negatività specifiche.

La vera diffusione del Rebirthing si ha con l’incontro tra Orr e Sondra Ray con la quale iniziò a scrivere dei libri. L’intuizione principale di Sondra, infermiera e sociologa, fu il capire che in seguito ad eventi traumatici particolari come un lutto o un divorzio, ci fossero riflessi negativi sulla salute fisica e mentale.

La pratica del rebirthing consiste nell’adottare una respirazione consapevole e circolare, consapevole perché concentrata su stessa permettendo così una conoscenza più profonda delle proprie emozioni e dei propri blocchi, circolare, ovvero senza pause tra inspirazione ed espirazione, per avere una purificazione continua dell’organismo che attraverso il respiro elimina tossine.

Può essere esercitato in diverse modalità:

  • in acqua calda ottenendo un effetto di profondo rilassamento e benessere;
  • in acqua fredda con effetti energizzanti e tonificanti;
  • fuori dall’acqua per avere una maggiore sicurezza;
  • infine, si possono avere sedute di gruppo, in questo caso c’è uno scambio di sensazioni e il rebirthing risulta più stimolante e può aiutare anche la creatività.

Passiamo ora a vedere i benefici di questa tecnica di respirazione.
Al termine di una sessione di rebirthing si prova una sensazione di profondo rilassamento che permane anche per alcuni giorni. La respirazione circolare, inoltre, aiuta ad avere una maggiore concentrazione e permette di affrontare anche prove difficili e ciò perché vi è una maggiore ossigenazione del sangue e quindi arriva più ossigeno anche al cervello.
A livello fisico, allenta la muscolatura ed allevia i sintomi degli attacchi di panico. Avendo una respirazione più profonda vengono eliminate più tossine alleggerendo il compito di reni ed intestino deputati all’eliminazione delle tossine presenti nell’organismo. Favorisce la meditazione e l’ascolto.

La maggior parte delle persone quando respira non si accorge che questo semplice atto coinvolge tutti i muscoli del tronco e comunque sfrutta solo una parte del potenziale della respirazione, adottare le tecniche di rebirthing con respirazione profonda permette di attivare tutti i muscoli del tronco e tonificare addominali fino alla parte bassa del ventre, parte alta del tronco, pettorali.

Una volta acquisite le tecniche di respirazione attraverso sedute con professionisti, oltre ad avere benefici immediati, è possibile al bisogno attuare da soli queste tecniche, che d’altronde sono molto semplici, ed avere benefici continui in caso di ansia, stress, bisogno di concentrazione, dolori muscolari.

Per diventare REBIRTHERS è possibile seguire dei corsi, gli stessi devono essere preferibilmente promossi dall’A.I.R, Associazione Italiana Rebirthing che ha creato anche un albo professionale a cui possono iscriversi coloro che ottengono l’attestato di rebirther. Il compito di tale figura professionale è accompagnare chi si avvicina a tale pratica al fine di avere una maggiore attenzione per il proprio respiro attraverso l’ascolto, aiutarlo superare i vari blocchi o traumi emotivi, leggere la respirazione del praticante cercando di capirne gli sviluppi. Inoltre, il percorso formativo è anche un percorso di crescita individuale. Ulteriori informazioni sul corso sul sito www.ilrebirthing.it