Reiki

Il termine Reiki vuol dire “Energia Vitale Universale”, è una disciplina che sempre più si afferma ed è molto richiesta. Anche in questo caso si tratta di un metodo olistico e di una terapia naturale che, in caso di patologie, può affiancarsi alla medicina allopatica o convenzionale. Le sue origini non sono molto antiche, infatti, il Reiki fu messo in pratica per la prima volta solo nel 1922, quando il fondatore Mikao Usui organizzò un gruppo di 100 persone che si incontrava periodicamente per metterne in pratica i principi. Nel corso della sua vita Mikao Usui formò 16 maestri e trasmise le tecniche Reiki a migliaia di persone.

La base del Reiki è simile ad altre teorie, ovvero ognuno di noi ha in sé l’energia necessaria per curare le varie patologie e il compito di un terapista reiki o Reikista è aiutare il paziente a trovare il modo per far scorrere l’energia e sfruttarla in modo positivo. Secondo la teoria del Reiki ognuno di noi può accedere a tale energia. Il tutto avviene in primo luogo con l’imposizione delle mani, infatti, è attraverso le mani che vi è il passaggio di energia dal praticante al ricevente e tale energia avvia il processo di guarigione.

Secondo il Reiki la patologia è dovuta ad un cattivo fluire dell’energia dovuto ad un evento negativo, a fattori ambientali, ad una cattiva nutrizione, emozioni negative, come l’invidia, bramosia, preoccupazione, paura, avversione, rabbia, avidità… o altri fattori che creano blocchi energetici. Tali fattori oltre ad influenzare negativamente chi li vive influenzano anche le persone accanto che subiscono influenze negative che per essere eliminate abbisognano di grandi quantitativi di energia per ristabilire equilibrio nella mente e nel corpo e raggiungere così la guarigione spirituale.

Coloro che applicano tale filosofia, inoltre, affermano che essendo un’energia intelligente, sa come deve agire e non crea danni.

Come avviene un trattamento Reiki?
Il Reiki è una disciplina che tiene molto in considerazione la sfera spirituale e psichica del paziente quindi il primo incontro è in parte dedicato ad un colloquio che permette al paziente di sentirsi a proprio agio e permette al Reikista di iniziare a capire dove può essere e a cosa sia dovuto il blocco energetico.
Si passa poi alla preparazione in cui il paziente deve togliere i vari monili e metalli che ha indosso.
Arriviamo quindi alla parte pratica vera e propria. Qui occorre fare delle differenze perché è possibile fare la seduta con il paziente nudo oppure lo stesso può tenere l’intimo o ancora in accordo con il terapista si può decidere un abbigliamento consono a ricevere i benefici del Reiki.
A questo punto occorre stendersi sul lettino o su un tappetino e inizia il massaggio vero e proprio.
Attraverso questo primo approccio il terapeuta dovrà capire dove si trovano i blocchi energetici per individuare zone particolarmente scariche, sovraccariche o stressate. Questo non significa che il terapeuta sia in grado di diagnosticare patologie, per questo occorre rivolgersi alla medicina tradizionale che è in grado anche di curare i sintomi, infatti, il Reiki può essere usato in concomitanza con le terapie tradizionali per aiutare il paziente ad affrontare meglio le terapie e guarire più in fretta o può essere usato in via preventiva, ma non è certo una cura vera e propria.
Solo dopo tutto ciò inizierà la vera e propria terapia volta a ripristinare un equilibrio dell’energia su tutto il corpo. Inizialmente il paziente potrebbe non avvertire nulla oppure una sensazione di calore e di formicolio.
Nel mondo occidentale in alcuni casi il Reiki può avvenire anche senza un contatto vero e proprio, in questo caso le mani non toccheranno la pelle del paziente, ma resteranno a qualche centimetro di distanza, è bene dire che questo comunque affievolisce gli effetti benefici.
Infine è possibile anche la terapia a distanza, in questo caso però può essere effettuata solo da operatori di secondo livello e il terapeuta opera attraverso la meditazione. Ciò può avvenire solo se paziente e terapeuta non sono nella stessa stanza perché deve isolarsi dalla dimensione materiale.

A cosa serve?
Ecco ciò che molti si chiedono, il Reiki non cura una patologia particolare serve a riportare il ricevente in una situazione di equilibrio e di benessere totale, questo a sua volta avrà benefici sulla sfera psichica e fisica. Chi pratica Reiki infatti avrà un equilibrio di energia tale da riuscire ad affrontare meglio la vita e anche le patologie in cui si può incorrere, inoltre, riuscirà a prevenire tutte quei disturbi legatie allo stress e alla vita quotidiana, come possono essere emicrania, torcicollo, dolori muscolari, ipertensione.

Come si diventa Reikista?
Per esercitare in maniera professionale occorre seguire dei corsi di formazione che possono essere tenuti solo ma chi è Master Reiki ovvero ha raggiunto il livello più alto di consapevolezza nella materia.
La preparazione avviene per gradi e quindi dopo aver effettuato l’iniziazione in cui il Master Reiki riapre i canali energetici, si diventa reikista di primo livello e in tale fase il reikista dirigerà la sua attenzione soprattutto alla cura di sé. Dopo questo primo stadio si può passare al secondo anche denominato il livello della consapevolezza. Infine si acquisisce il livello di Master Reiki e come visto in questo stadio è possibile anche tenere lezioni ad altri.
Tra un livello e l’altro sono previsti periodi di preparazione e anche di purificazione.