Tai-Chi

Le pratiche orientali utilizzate per aiutare il benessere psicofisico rappresentano una delle migliori scoperte compiute dall’Occidente in tal senso. E’ dagli anni ’70 infatti che, prima negli Stati Uniti poi in Europa, le arti marziali e il concetto di mente e corpo dipendenti l’uno dall’altra si fanno strada con successo (anche se in Italia lo stile di vita asiatico ha preso piede solo negli ultimi quindici anni). E’ il caso del Tai-Chi, pratica cinese che può essere impiegata per star bene e curare l’organismo in svariati modi. Vediamo nei dettagli di cosa si tratta.

Cos’è: le sue origini
Il Tai-Chi è un’arte marziale dalle origini antichissime, nata nel diciassettesimo secolo in Cina sotto la dinastia Ming ad opera di monaci Taoisti della catena montuosa del Wutang e successivamente perfezionata a scopi militari (almeno fino all’inizio dell’800) dalla famiglia Chen. Il suo nome per esteso è Tai Chi Chuan, o Tajii Quan, che significa “Lotta dal principio supremo”, seguendo il principio Tajii che a sua volta genera la Yin e lo Yang. Proprio questi ultimi due poli sono alla base del Tai-Chi, secondo cui la vita non si evolve verso la degradazione o la fine ma è il frutto di cambiamenti ciclici in cui talvolta domina la parte femminile Yin, cedevole, malleabile, ricettiva ma anche misteriosa, ed altre volte la parte maschile Yang, estroversa, solare, ma anche dura. Dagli anni ’50 del ‘900 il Tai-Chi è diventata una disciplina promossa in Cina anche dai governi ufficiali perché ritenuta in grado di apportare numerosi benefici alla popolazione, e ha sviluppato moltissimi e svariati stili alternativi al Chen (molto complesso in quanto richiede anni di preparazione) tra cui i più noti sono lo stile Yang, lo stile Wu e il Wu-Hao.

A cosa serve: i suoi benefici
Il Tai-Chi nel tempo si è evoluto da arte marziale, utilizzata in combattimento, a una disciplina salutare per l’equilibrio psicofisico. I primi effetti che si notano dopo appena un mese di pratica riguardano l’accrescimento dell’elasticità delle articolazioni, oltre che un maggior controllo dei movimenti del corpo e un aumento considerevole del senso dell’equilibrio. Questi benefici rendono il Tai-Chi la disciplina ideale non solo per le persone anziane che vogliono guadagnare anni e riappropriarsi del benessere, ma anche per i più giovani e per gli sportivi che devono potenziare le loro abilità e ritemprare la forza della mente e del carattere. Dal punto di vista della psiche, infatti, è stato dimostrato che questa pratica, se portata avanti con costanza, libera dagli effetti nocivi dello stress e nei soggetti ansiosi migliora notevolmente la capacità di affrontare le paure e le preoccupazioni. Il Tai-Chi risulta inoltre un’ottima arma di prevenzione contro le malattie, ad esempio quelle muscolo-scheletriche, dal momento che le articolazioni diventano sciolte e i muscoli più tonici, e quelle relative all’apparato cardiocircolatorio, poiché i movimenti lenti e costanti rinforzano il cuore ed ossigenano il sangue. Il Tai-Chi può infine tranquillamente essere usato per la difesa personale in caso di aggressioni, ma in questo caso deve essere praticato in un percorso adeguato e dedicato, dando più spazio all’arte marziale.

Come si pratica
Il primo obiettivo che bisogna raggiungere quando si comincia a praticare il Tai-Chi è quello di diventare consapevoli della propria energia. Per raggiungere questo obiettivo tutti i movimenti del corpo devono essere controllati dalla mente, anche i più piccoli, secondo il detto taoista “prima nella mente poi nel corpo”. I primi movimenti che si apprendono a tal fine sono quelli del piegamento delle ginocchia per scaricare tutto il proprio peso su un piede, seguendo l’immagine della catapulta. Da questa base si cominceranno poi ad apprendere altre serie di movimenti che tenderanno a contenere l’avversario, a difendersi ma mai ad aggredire o attaccare. Le sessioni di Tai-Chi vanno svolte in silenzio, e tutte in sequenza molto lenta, senza mai fermarsi, per consentire a ciascun allievo di diventare consapevole delle proprie capacità e possibilità. Fondamentali, in questo contesto, diventano due regole. Innanzitutto non possedere aspettative: solo in questo modo, infatti, si potranno ottenere facilmente risultati e progressi. In secondo luogo controllare attentamente le proprie reazioni emotive, vere nemiche del raggiungimento dell’equilibrio. Si tratta di regole che capovolgono completamente il pensiero occidentale, ma che se applicate alla perfezione consentiranno di raggiungere lo scopo del Tai-Chi, cioè che “Il morbido può vincere il duro”.

Dove e come diventare “Maestri”
In Italia sono molte le Associazioni riconosciute che praticano ed insegnano l’arte del Tai-Chi. Tra le più accreditate troviamo l’Associazione Internazionale Tai-Chi Taoista, l’Associazione italiana Cheng Man Ching, la Tai-Chi Chuan Association: esse possiedono delle sedi pressoché in tutte le regioni e consentono un percorso riconosciuto a livello internazionale per diventare insegnanti. Sì, perché per diventare “Maestri” di Tai-Chi occorrono anni ed anni di studio e allenamenti. Questo, di solito, il percorso da seguire: si comincia come allievo dal livello principiante fino al livello avanzato. A questo punto si comincia a fare da assistente ed aiutante al proprio Maestro, per osservare e conservare come un tesoro la filosofia che sta dietro a questa arte. Solo dopo questo lungo apprendistato, che implica anni di dedizione, si potrà diventare insegnanti e frequentare master e stage di perfezionamento.